Nonostante le numerose critiche arrivate da un po’ tutto il web il decreto per aumentare il raggio d’azione dell’”equo” compenso alla SIAE è passato. Si vede che si sono accorti che i CD DVD e supporti fisici vari sono sempre meno usati, mentre la “pirateria” passa per Internet. Quindi meglio tassare i dispositivi che si connettono alla rete (computer, telefonini etc.). Ah si erano anche dimenticati delle penne/chiavi/drive/cosi USB.
Non ho capito poi l’idea di tassare i dispositivi che fanno registrazioni (cellulari inclusi). Credono che la gente filmi dei film o registri della musica riprodotta dalle casse? Suvvia, non siamo ancora così ridotti male, nonostante i DRM vari.
Sapete cosa vi dico?
L’elettronica compratela all’estero. È immorale dare altri soldi alla SIAE e lo dimostro.
La SIAE, società privata con deleghe speciali da parte dello stato, successivamente ente pubblico, è stata istituita poco prima della convenzione di Berna per tutelare Autori ed Editori. Molti ruoli gli sono stati affidati con la legge sul diritti d’autore, durante il fascismo, 1941 (si intuiva no?). Si dovrebbe occupare di tenere un registro di alcuni tipi di opere (come le composizioni musicali) e di aiutare gli autori ed editor ad evitare plagi e sfruttamenti delle loro opere non autorizzati e a riscuotere per gli autori alcuni tipi di utilizzo delle opere. Fino qua tutto bene.
In realtà no, abbiamo già un grosso problema. Alcune opere sono tutelate dallo Stato, altre no. Cioè la musica è trattata diversamente da un programma per computer, e ancora diversamente da un’opera lirica (che non è solo musica).
Questa è la ricetta per il caos. L’uomo continuamente crea non sole opere ma nuovi tipi di opere, e categorizzarli in legge mi sembra un po’ pretenzioso.
Eppure di per se il copyright non sarebbe poi così complicato. L’autore che crea la usa “opera” decide da solo come e se distribuirla. L’opera è sua per natura, non deve registrarla in nessuno ufficio. Questo è quello che in soldoni dice la convenzione di Berna, 1886. L’Italia ovviamente è firmataria.
Visto che l’autore in teoria (questo dice la convenzione) decide lui le regole, questo può decidere di farsi aiutare da terze parti nel trovare eventuali utilizzi non autorizzati e nel raccogliere gli introiti.
Invece no, doveva nascere questo obbrobrio che, come tutti i musicisti in Italia sanno, offre una “protezione” che è obbligatoria in molti casi, e comunque si trova in posizione di monopolio. Questa storia della protezione obbligatoria mi ricorda qualcosa.
Sarebbe interessante chiedere agli autori (tutti però, non solo quelli tutelati dalla SIAE) quanto siano soddisfatti del suo operato.
I meccanismi sono spesso piuttosto strani e potremmo dire privi di senso. Ad esempio per avere una radio in un locale pubblico si pagano soldi alla SIAE. Secondo voi per la radio si riproduce solo Made in Italy? Ovvio che no, eppure i soldi rimangono in Italia. Non è giusto. Ci sono altri esempi, ma non sono un esperto in materia.
Poi c’è la solita storia che l’equo compenso assume che si faccia un reato. Quindi lo giustifica. Poi non si capisce secondo quale meccanismo verrebbero risarciti gli autori che non sono iscritti alla SIAE. O forse si, si arrangiano. Potevano almeno risparmiarsi di chiamarlo “equo”.
Riassumendo:
- non è necessaria per proteggere i diritti d’autore
- è in regime di monopolio
- non è equa
Visto che va tanto di moda, la “privatizziamo” davvero e liberalizziamo il mercato? Basta cancellarne ogni traccia dalla legge, ne rimane una società non speciale che dovrà fare qualcosa di veramente utile e soprattutto richiesto.
Personalmente fino a che non cambia la legge, comprerò all’estero non solo i cd e dvd (tanto chi li usa più), ma ora anche cellulari e periferiche per il computer. E chiedo a tutti di fare altrettanto. Anche se sono pochi euro quello che è male è male. Ricordo che per acquisti in tutta l’Unione Europea non possono chiedervi tasse e che le spedizioni internazionali oramai costano abbastanza poco, spesso si risparmia complessivamente piuttosto che andare in un negozio. I negozianti italiani ringrazino Sandro Bondi. E meno male che la legge non è uscita prima di Natale.
PS: Anche se mi sembra chiaro, lo dico esplicitamente: non ho nulla contro il fatto che gli autori e gli editori facciano rispettare i loro diritti. È il mezzo che non mi piace per niente.

Ho comprato questo LCD (KL SN102) alla Fiera dell’elettronica di Gonzaga (in realtà due, uno per